Storia

Scuola Viva, è nata a Roma nel 1969 in località Pian Due Torri (Magliana) come scuola materna ed elementare, dall’iniziativa un gruppo di insegnanti e genitori (costituitosi poi in Associazione) con l’obiettivo di recuperare il sistema pedagogico fondato dalla Dott.ssa Carmela MUNGO (1894), attiva pedagogista e direttrice didattica impegnata nello studio e nella attuazione di nuove metodologie di insegnamento.

Il sistema pedagogico di Scuola Viva era rivolto soprattutto alla realizzazione della personalità e degli interessi del bambino, alla conquista della sua autonomia, allo sviluppo delle sue capacità logiche e creative, ponendo il bambino stesso come soggetto attivo dell’apprendimento.Essa operava attraverso centri d’interesse che favorivano il realizzarsi di occupazioni sulle quali innestare le discipline scolastiche; esplorazione, teatro, biblioteca, lavori utili, attività espressive, attività pratiche, cure fisiche , notizie del giorno, stampa, assemblea, aiuto reciproco, attivià di gruppo o cooperative sono tutte attività che impegnavano il bambino a vario livello in relazione all’età e alle capacità personali

All’interno di questa metodologia è nata l’esigenza dell’inserimento di bambini portatori di handicap quale momento qualificante dell’attività pedagogica di Scuola Viva.

Così nel 1971 è iniziata l’integrazione, costituendo un importante momento di verifica dell’esperienza da parte di specialisti della riabilitazione.

Successivamente nel 1974, il Ministero della Sanità ha riconosciuto, all’ interno della scuola l’Istituto Medico Psicopedagogico, per fornire gratuitamente la formazione scolastica e l’assistenza terapeutica per dieci bambini portatori di handicap.

Da quegli anni fino ad oggi si sono susseguiti una serie di accordi tra Scuola Viva e gli Enti Pubblici che hanno portato ad un notevole incremento delIa operatività e della specializzazione nel campo della disabilità.

Nel 1983 vi fu una riconversione dell’attività dell’Associazione, accompagnata anche da una modifica dello statuto, privilegiando il campo sanitario in cui si erano già avuti lusinghieri successi.

Attualmente l’Associazione si pone come stimolo di una serie di iniziative, sempre nell’ ottica dei principi educativi iniziali che considerano l’individuo al centro del processo educativo-riabilitativo, nel senso di valorizzare le potenzialità che esistono in ciascuno di noi anche se disabile.

Il disabile medio-grave, specie non motorio, non è un soggetto malato da guarire o da coercizzare, ma un individuo con una sua originalità che va aiutato a superare quelle barriere, sia date dalle stereotipie acquisite sia sociali, che si pongono tra lui e la sua interazione con gli altri.

Sulla base di questi principi, hanno preso sempre più piede i collegamenti con varie strutture universitarie e di ricerca, anche internazionali , al fine di proseguire nella ricerca di nuove metodologie d’intervento.

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