Statuto

TITOLO I: DENOMINAZIONE-SEDE-SCOPO-DURATA

Art. 1) E’ vigente una associazione denominata “SCUOLA VIVA – O.N.L.U.S.”, con sede in Roma, Via Crespina n. 35. L’associazione è una organizzazione non lucrativa di utilità sociale ai sensi del D.Lgs. 4 dicembre 1997 n. 460.

 Art. 2) L’associazione non ha fine di lucro e persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale nei confronti di persone svantaggiate nei seguenti settori: – assistenza sociale e socio-sanitaria; – assistenza sanitaria; – istruzione; – formazione.

Il suo scopo, che si inserisce nelle materie previste tra quelle delegate alle Regioni con il D.P.R. 616/77 è: l’attuazione e la diffusione del sistema educativo “Scuola Viva” da realizzarsi alla luce delle moderne ricerche scientifiche e pedagogiche.

Tale sistema si basa sulle “occupazioni” raggruppate nelle branche sociali-morali-espressive in cui si riassume la completa raggiera delle attività umane che consentono lo sviluppo armonico della persona realizzando alcuni principi fondamentali, tra i quali:

a) la vita nelle sue molte articolazioni deve entrare nell’ambito educativo e formativo;

b) lo svolgersi delle diverse attività vitali deve essere il più possibile armonico, sereno e costruttivo;

c) il rispetto assoluto e scambievole delle diverse personalità, il diritto alla piena espressione individuale e di gruppo.

Sulla base di tali direttive, l’ambiente educativo favorisce l’inserimento, con esiti positivi, dei soggetti portatori di handicap in tutte le realtà sociali.

L’Associazione ha inoltre per scopo:

– il trattamento terapeutico e riabilitativo di persone svantaggiate in ragione di condizioni fisiche, psichiche, economiche, sociali o familiari, operando sia come centro di riabilitazione e di cura sia attraverso la realizzazione di attività anche residenziali rivolte anche agli anziani;

– la realizzazione di servizi di assistenza anche domiciliare e di attività culturali, ricreative ed educative; – l’organizzazione e/o l’attuazione di attività e corsi di formazione anche professionale;

– il sostegno tecnico alle esperienze e/o la promozione e la realizzazione di strutture che favoriscono l’inserimento delle persone svantaggiate nelle istituzioni educative, negli ambienti ludici, sportivi, lavorativi e sociali in genere;

– il collegamento e la collaborazione e/o convenzione con la Regione Lazio, le Provincie, i Comuni, le Università, Enti e/o Istituti e organizzazioni sia pubblici che privati in ordine alla ricerca e alla sperimentazione educativa e riabilitativa per la realizzazione degli scopi sociali.

Per realizzare quanto sopra l’associazione si propone tra l’altro:

– la divulgazione della documentazione scientifica relativa al “sistema”;

– la realizzazione di gruppi di studio e di ricerca per un costante approfondimento del “sistema” e per un effettivo collegamento con altre esperienze;

– la organizzazione e l’utilizzazione di forme di volontariato.

Per la realizzazione degli scopi sociali l’Associazione può svolgere operazioni mobiliari e immobiliari nel rispetto della vigente normativa. Le finalità statutarie dell’Associazione si esauriscono nell’ambito della Regione Lazio.

Art. 3) L’Associazione ha durata illimitata.

TITOLO II: SOCI

Art. 4) L’Associazione si compone di soci Fondatori e soci Ordinari. Sono soci: – Fondatori: quelli intervenuti nell’atto costitutivo, i quali, pur essendo tenuti al versamento della quota sociale annuale, sono soci a vita, salva la facoltà di recesso e purchè non incorrano in una delle cause di esclusione contemplate nell’art. 6 del presente statuto; – Ordinari: quelli ai quali il Consiglio di Amministrazione riconosce tale qualifica e sono tenuti al versamento della quota annuale sociale. L’ammissione è regolata dall’art. 5 del presente statuto.

Art. 5) Le quote di ammissione e i contributi vengono stabiliti dal Consiglio di Amministrazione e restano invariati per l’anno o gli anni successivi sino a nuova deliberazione. L’ammissione dei nuovi soci è fatta con deliberazione insindacabile del Consiglio di Amministrazione, su domanda degli interessati.

Art. 6) La qualità di socio si perde per morte, recesso ed esclusione. La dichiarazione di recesso dovrà essere comunicata per iscritto al Consiglio di Amministrazione. L’esclusione del socio è deliberata dall’assemblea per gravi motivi ed in particolare nei seguenti casi:

a) per morosità, dopo che il Consiglio di Amministrazione abbia rivolto formale invito al socio di sanare la morosità stessa entro un congruo termine;

b) per l’interdizione o l’inabilitazione del socio o per la sua condanna ad una pena che importa l’interdizione anche temporanea, dai pubblici uffici;

c) quando l’associato si astenga ripetutamente e senza giustificazione dall’intervenire all’assemblea;

d) quando l’associato assuma iniziative contrastanti con le deliberazioni degli organi sociali, pregiudicando la possibilità di realizzazione degli scopi dell’Associazione stessa;

e) quando il dissenso del socio degeneri in un atteggiamento di ostilità che si manifesti con la denigrazione dell’Associazione e con la diffamazione dei suoi organi. La qualità di socio è intrasmissibile.

TITOLO III: PATRIMONIO E AMMINISTRAZIONE

Art. 7) Il patrimonio dell’Associazione è costituito:

a) da beni mobili ed immobili di proprietà dell’Associazione;

b) dagli eventuali fondi di riserva formati con le eccedenze di bilancio. Le entrate dell’Associazione sono costituite: – dalle quote sociali e dai contributi dei soci; – da eventuali contributi statali e dalle erogazioni di enti pubblici e privati e di singole persone; – dai proventi di prestazioni, di natura non commerciale, rese ad amministrazioni statali, ad enti e istituzioni; – dai proventi di ogni eventuale iniziativa deliberata dal Consiglio di Amministrazione.

Art. 8) L’esercizio finanziario comincia con il primo gennaio e termina il 31 dicembre di ogni anno. Il bilancio preventivo ed il conto consuntivo, predisposti a cura del Consiglio di Amministrazione ed accompagnati dalle relazioni dello stesso Consiglio e del Collegio dei Revisori, saranno sottoposti alla approvazione dell’Assemblea dei soci entro il 30 aprile di ciascun anno, e comunque nei termini previsti dalla vigente normativa. Copia del bilancio di esercizio, unitamente al verbale di assemblea di approvazione, dovranno essere depositati presso i competenti uffici, in ottemperanza alle normative vigenti. E’ fatto divieto all’ente di distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione nonchè fondi, riserve o capitale durante la vita dell’associazione, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre ONLUS che per legge, statuto o regolamento facciano parte della medesima o unitaria struttura. Gli utili o avanzi di gestione dovranno essere impiegati obbligatoriamente per la realizzazione delle attività istituzionali o di quelle ad esse direttamente connesse.

TITOLO IV: ORDINAMENTO

Art. 9) Gli organi dell’Associazione sono:

a) L’assemblea dei soci;

b) il Consiglio di Amministrazione;

c) il Collegio dei Revisori.

CAPO I: L’ASSEMBLEA DEI SOCI

Art. 10) L’Assemblea ordinaria delibera:

a) gli indirizzi e le direttive generali della Associazione, nell’attuazione delle finalità proprie;

b) il bilancio preventivo ed il conto consuntivo;

c) la nomina e la ratifica dei componenti il Consiglio di Amministrazione ed il Collegio dei Revisori;

d) la eventuale nomina del Presidente onorario;

e) l’eventuale compenso agli Amministratori e Revisori;

f) la revoca del Consiglio di Amministrazione e dei Revisori;

g) quanto altro non espressamente specificato nel presente statuto.

L’assemblea straordinaria delibera:

a) le modifiche dello statuto;

b) lo scioglimento dell’Associazione e la devoluzione del patrimonio;

c) la nomina e i poteri dei liquidatori; La revoca del Consiglio di Amministrazione e dei Revisori è presa con il voto favorevole dei due terzi dei soci; tutte le altre delibere dell’assemblea sono prese con le presenze e le maggioranze previste dall’art. 21 del Codice Civile.

Art. 11) L’assemblea è convocata dal Consiglio di Amministrazione, mediante avviso scritto, contenente l’ordine del giorno, la data, l’ora e il luogo – sempre in Roma, ma anche fuori dalla sede sociale – da inviarsi a ciascun socio avente diritto a voto almeno dieci giorni prima della data fissata per l’assemblea. L’assemblea deve essere convocata almeno una volta all’anno per l’approvazione del bilancio e ogni qualvolta se ne ravvisi la necessità o ne è fatta richiesta motivata da almeno un quinto dei soci o dal Collegio dei Revisori. In quest’ultimo caso, se il Consiglio di Amministrazione non vi provveda, la convocazione può essere ordinata dal Presidente del Tribunale.

Art. 12) Hanno diritto di intervenire all’assemblea tutti i soci in regola col pagamento dei contributi. Ogni socio ha diritto ad un solo voto e può farsi rappresentare da altri soci anche se membri del Consiglio di Amministrazione, salvo in questo caso per l’approvazione dei bilanci nonchè per le deliberazioni in ordine a responsabilità dei Consiglieri e per ogni altra situazione di incompatibilità. Non è ammessa in ogni caso più di una delega per ciascun socio. La delega può essere conferita anche in calce all’avviso di convocazione. Il socio che abbia, per conto proprio o di terzi, un interesse in conflitto con l’associazione, deve astenersi dal voto.

Art. 13) L’assemblea è presieduta dal Presidente del Consiglio di Amministrazione o, in assenza, dal Vice Presidente; in assenza di entrambi, l’assemblea nomina a maggioranza il proprio presidente. Il presidente dell’assemblea nomina un segretario anche non socio; deve constatare la regolarità e in genere il diritto di intervento all’assemblea; deve regolare la discussione, controllare l’esito della votazione e proclamare il risultato. Delle riunioni di assemblea si redige verbale, che viene letto ed approvato seduta stante ed è firmato dal Presidente e dal Segretario.

Art. 14) Salvo i casi particolari previsti dal Codice Civile, articolo 21, e dal presente statuto, l’assemblea in prima convocazione è validamente costituita quando siano presenti almeno la metà dei soci. In seconda convocazione l’assemblea è valida qualunque sia il numero degli intervenuti. Le deliberazioni sono valide se prese a maggioranza di voti, salvo le eccezioni di cui al precedente art. 10. Le astensioni sono considerate voti contrari. In caso di parità, prevale la deliberazione alla quale aderisca il Presidente dell’Assemblea.

CAPO II: IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Art. 15) L’Associazione è amministrata da un Consiglio di Amministrazione, composto di cinque membri eletti dall’assemblea dei soci che durano in carica fino a cinque anni e sono rieleggibili. I consiglieri vengono scelti tra i soci dell’Associazione. Possono essere previsti compensi e/o rimborsi spese agli amministratori in ragione delle prestazioni fornite dagli stessi.

Art. 16) Il Consiglio nomina tra i propri componenti un Presidente, un Vice Presidente ed un Segretario.

Art. 17) Il Consiglio si riunisce tutte le volte che il Presidente o, in sua assenza, il Vice Presidente lo ritenga necessario o che ne sia fatta richiesta motivata da due dei suoi membri o dal Collegio dei Revisori e, comunque, almeno due volte all’anno per deliberare in ordine al bilancio preventivo, al conto consuntivo, alle quote sociali ed alla ammissione dei nuovi soci. La convocazione viene fatta con avviso contenente la indicazione degli argomenti da trattare, del giorno, dell’ora e del luogo – sempre in Roma, ma anche fuori della sede sociale – da inviarsi per raccomandata a ciascun consigliere almeno dieci giorni liberi prima di quello fissato per la riunione; nei casi di urgenza, la convocazione può essere fatta anche telegraficamente almeno un giorno prima della riunione. Per la validità delle deliberazioni occorre la presenza effettiva della maggioranza dei membri del consiglio ed il voto favorevole della maggioranza dei presenti, l’astensione equivale a voto contrario. In caso di parità, prevale la deliberazione alla quale aderisce chi presiede. Non è ammesso il voto per rappresentanza. L’Amministratore che in una determinata operazione ha, per conto proprio o di terzi, interesse in conflitto con quello della Associazione deve darne notizia agli altri Consiglieri e al Collegio dei Revisori e deve astenersi dal partecipare alla deliberazione. In caso di inosservanza, il Consigliere risponde, tra l’altro, del danno che sia eventualmente derivato alla Associazione dal compimento della operazione. Il Consigliere che è assente ingiustificato per più di cinque volte consecutive alle riunioni del Consiglio di Amministrazione, è considerato dimissionario dalla carica a tutti gli effetti. Il Consiglio è presieduto dal Presidente o, in assenza, dal Vice Presidente; in assenza di entrambi, dal più anziano di età tra i presenti. Delle riunioni del Consiglio viene redatto su apposito libro, il relativo verbale che, letto ed approvato seduta stante, è sottoscritto dal Presidente e dal Segretario. Ciascun Consigliere ha diritto di far inserire nel verbale i motivi del suo eventuale dissenso in ordine alle determinazioni adottate.

Art. 18) Il Consiglio è investito dei più ampi poteri di Amministrazione ordinaria e straordinaria della Associazione per il conseguimento dei fini sociali. Correlativamente a tale funzione, spetta in particolare al Consiglio di redigere il bilancio preventivo e il conto consuntivo che, accompagnati da una relazione esplicativa sull’andamento della gestione e dai documenti giustificativi, devono essere comunicati al Collegio dei revisori per le osservazioni e proposte almeno trenta giorni prima della data fissata per l’Assemblea che deve esaminarli. I progetti stessi, con le relazioni del Consiglio e del Collegio dei Revisori, devono essere depositati in copia nella sede dell’Associazione almeno dieci giorni prima della data di convocazione dell’assemblea perchè ciascun socio possa prenderne visione. Il Consiglio procede alla assunzione del personale e ne determina le funzioni ed alla scelta dei consulenti esterni necessari allo svolgimento delle attività. Lo stesso procede, inoltre, alla eventuale adozione di regolamenti interni per la disciplina delle diverse attività.

Art. 19) Se durante la carica, taluno dei componenti del Consiglio di Amministrazione viene a mancare, ma rimanga in carica la maggioranza degli stessi Consiglieri, questi provvedono alla sostituzione chiedendo la ratifica della nomina alla prima assemblea immediatamente successiva. Se la maggioranza dei Consiglieri eletti dall’Assemblea viene meno, la sostituzione è operata dalla stessa, la quale deve essere convocata d’urgenza dagli Amministratori.

Art. 20) Il Presidente, o, in sua assenza, il Vice Presidente, ha la rappresentanza morale e giuridica della Associazione e ne dirige ogni attività, cura la esecuzione delle delibere dell’Assemblea e del Consiglio. Nei casi di urgenza, adotta sotto la sua responsabilità le deliberazioni di competenza del Consiglio, con l’obbligo di sottoporle alla ratifica di questo nella sua prima riunione, può rilasciare procure dietro delibera del Consiglio di Amministrazione. I poteri di rappresentanza e di firma possono essere delegati ad uno o più componenti il Consiglio, come pure a direttori o impiegati, purchè siano determinati per ciascuno i limiti e la durata.

CAPO III: IL COLLEGIO DEI REVISORI

Art. 21) La gestione dell’Associazione è controllata da un Collegio dei Revisori, costituito da tre membri effettivi e due supplenti eletti, insieme al Presidente, ogni tre anni dall’assemblea dei soci. Essi possono essere scelti anche tra i non soci e possono essere rieleggibili. Il Collegio dei Revisori si riunisce ed opera secondo le leggi vigenti.

TITOLO V: SCIOGLIMENTO

Art. 22) Lo scioglimento dell’Associazione è deliberato dall’assemblea straordinaria la quale provvederà alla nomina di uno o più liquidatori. Lo scioglimento e la devoluzione del patrimonio saranno deliberati a norma dell’art. 21 del Codice Civile, con voto favorevole di almeno tre quarti degli associati. In caso di scioglimento l’eventuale patrimonio residuo dell’ente dovrà essere devoluto, su indicazione dell’assemblea, ad opera dei liquidatori, a favore di altra organizzazione non lucrativa di utilità sociale o a fini di pubblica utilità, sentito comunque l’organismo di controllo di cui all’art. 3, comma 190 della legge 23 dicembre 1996 n. 662, salvo diversa destinazione imposta dalla legge. Nessun diritto potranno vantare i soci ed i loro eredi o aventi causa sul patrimonio dell’Associazione in qualsiasi tempo e per qualsiasi motivo.

TITOLO VI: DISPOSIZIONI FINALI

Art. 23) Per tutto quanto non previsto dal presente statuto, si applicano le norme del Codice Civile, le leggi nazionali e regionali vigenti in materia.